Luoghi Da Visitare

Dal SunCave Gardens si possono esplorare tutti i paesi che circondano il lago di Bracciano, ognuno con le sue particolarità e caratteristiche.
Visitare Roma è bellissimo, ma è anche stancante, quindi vi proponiamo di visitare questi paesi per un’esperienza più rilassante.
Possiamo organizzare tour e provvedere ai trasporti su richiesta.

BRACCIANO

LAGO DI BRACCIANO

Il nome Bracciano viene molto probabilmente da tempi passati, quando furono costruite molte strutture idriche sul lago per alimentare gli acquedotti romani.
Dalla cima della collina di tufo vulcanico, si può scorgere il castello Orsini Odescalchi, famoso luogo ed aperto alle visite.
Nella periferia di Bracciano si trova anche la frazione Pisciarelli, luogo perfetto per lunghe passeggiate a piedi, a cavallo o anche in bicicletta. Qui potrete ammirare gli archi di Boccalupo e Castel Giuliano, che grazie ai boschi che lo circondano e alle meravigliose cascate, è il posto perfetto per un’escursione.
Infine c’è Vicarello, un piccolo paese conosciuto per le Terme Apollinari, che venivano frequentate in passato da Etruschi, Greci e Romani.

PRODOTTI LOCALI

È importante sottolineare che tutti i prodotti e gli ingredienti di questo territorio sono di massima qualità.

PESCE FRESCO DI LAGO

Il lago di Bracciano offre una grande varietà di pesci: anguille, tinche, bluegill, carpe, lavarelli e latterini.

CARNE FRESCA DELLA MAREMMA

Le mandrie di bestiame della Maremma sono cresciute e allevate all’aperto. Gli allevatori si occupano dei pascoli, del cibo e del raggruppamento degli animali, che vengono divisi dal branco per essere poi marchiati. Questo processo viene utilizzato per riconoscere il proprietario dell’animale mentre sono al pascolo.
Al giorno d’oggi, questa tradizione viene mantenuta da pochi giovani allevatori, che hanno l’enorme responsabilità di portare avanti questa antica usanza.

PRODOTTI CASEARI

In queste zone l’agricoltura è ancora predominante, con gli allevamenti sia di mucche che di pecore. Per questo motivo i prodotti caseari sono abbondanti e tradizionali.

OLIO D’OLIVA

L’ulivo è una pianta caratteristica di questa zona rurale, e l’olio d’oliva è uno dei prodotti più antichi e pregiati della “Tuscia”.

ANGUILLARA

Il nome Anguillara Sabazia deriva da una villa romana che “Villa Angularia”, posseduta da un’antica ricca patrizia di nome Rutilia Polla. Questa villa è situata sul promontorio e si affaccia sul lago.
La porta cinquecentesca è l’antica entrata al paese e da il benvenuto a tutti i visitatori accompagnandoli attraverso strette e ripide strade medievali, fino ad arrivare alla Collegiata di Santa Maria Assunta, una chiesa che sorge sul punto più alto del promontorio e da dove è possibile ammirare uno splendido panorama del lago.
Un importante punto di interesse è il Villaggio Neolitico, un villaggio di circa 8000 anni fa ed è ora sommerso dalle acque del lago. I ritrovamenti fatti in questo sito sono risalenti al 5550 a.c. e sono ora preservati al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma.
Un altro luogo sicuramente da visitare è il complesso delle Mura di Santo Stefano, luogo che ci fornisce un importante testimonianza dell’epoca Romana nelle zone di Anguillara Sabazia.
Un gioiello da visitare assolutamente è il Lago Martignano, situato tra i Monti Sabatini, che è parte del Parco Naturale Regionale.

PRODOTTI

È una tradizione di Anguillara coltivare broccoletti.
Originariamente, i broccoletti erano usati esclusivamente per nutrire il bestiame, ma durante la Prima Guerra Mondiale anche le persone iniziarono a mangiarlo per combattere la fame.
I contadini furono i primi ad usufruirne, ma ben presto anche il resto degli abitanti di Anguillara ne scoprirono il gusto e la salubrità.
Anche i pomodori sono uno dei prodotti più apprezzati delle coltivazioni di Trevignano Romano.

MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA E DELLA CULTURA POPOLARE

In questo museo si possono trovare molti oggetti risalenti all’inizio del 18° secolo, come ad esempio arnesi di uso agricolo pastorale, artigiano e domestico. Grazie alle testimonianze e ai ricordi di alcuni anziani della zona è stato possibile ricostruire la loro origine, funzione d’uso e denominazione. Tutto questo per non dimenticare gli usi e le tradizioni di questa terra, e per ricordare che noi tutti discendiamo da quelle storie, da quelle tradizioni e da quella popolazione.
Il museo è aperto dal giovedì al sabato dalle 16.00 alle 18.00. Ingresso Libero.

MUSEO STORICO AERONAUTICA MILITARE

L’inaugurazione di questo museo è avvenuta nel 1977, ed è gestito direttamente dall’Aeronautica Militare. All’interno, oltre ai velivoli e ai motori che rappresentano l’evoluzione dell’aeronautica in Italia, si possono trovare importanti collezioni riguardanti apparecchiature fotografiche, apparati radioelettrici, armi, equipaggiamenti di bordo individuali e collettivi.

Orari:
1 Giugno – 30 Settembre: 9.30-17.00
1 ottobre – 31 maggio: 9.30-16.00
Chiuso nei giorni di Capodanno, Pasqua, Natale e tutti i lunedì feriali.
Ingresso Gratuito.

TREVIGNANO ROMANO

Trevignano Romano è un’affascinante piccolo paese situato sulla spiaggia al nord del lago di Bracciano.
Il nome Trevignano probabilmente deriva da un antico timbro del Papa Innocenzo III risalente al 1211, dove era chiamato “Trevonianus”.
Il paese è noto per le sue splendide spiagge che lo circondano e che arrivano fino a Vicarello.
Il percorso inizia all’ombra di platani e betulle e continua fino ad arrivare sulla collina, dove ci sono i resti di un famoso castello costruito all’epoca dalla famiglia Orsini.
Questo castello era dotato di alte mura che si estendevano fino alle spiagge del lago e servivano per difendere e proteggere la città.
La Chiesa della Madonna Assunta in cielo è l’edificio più vecchio ed è situato al centro di Trevignano Romano.
È stata costruita durante il Rinascimento, ed ha al suo interno famosi affreschi di Pellegrino di Modena, uno studente e contemporaneo di Raffaello.
Il Museo Civico ha un’importante collezione di reliquie preistoriche, Estrusche, Romane e medievali.
Dalle rovine della fortezza di Monte Rocca Romana, che è il punto più alto delle colline Sabatine, fino alle colline intorno Trevignano, si può passeggiare a piedi, a cavallo o in bicicletta, passando attraverso boschi di castagno, oliveti e vigneti. È sicuramente un’esperienza fantastica.

Museo Civico Etrusco Romano di Trevignano Romano

Il museo di Trevignano è ubicato nel Palazzo Comunale nel centro della cittadina, con il lago di Bracciano sulla fronte e alle spalle i resti di un antico castello della famiglia Orsini. Nel museo sono esposti reperti archeologici etruschi, all’incirca 350, che provengono dalla vasta necropoli che si estende per circa tre chilometri alle spalle dell’abitato. Sicuramente degno di nota è una parte di un manico di un candelabro fatto di vetro colorato.
INGRESSO GRATUITO

CENTRO VOLO RAPACI “I FALCHI DI ROCCA ROMANA”

I “Falchi di Rocca Romana” è un centro di educazione ambientale e volo rapaci di circa 4 ettari e mezzo che propone attività adatte a tutte le età. I visitatori possono ammirare le numerose specie di rapaci nei loro comportamenti naturali e in volo libero. È possibile assistere a queste dimostrazioni nel week-end.

CERVETERI

Cerveteri, chiamata in antichità Caere vetus, è nata nel periodo della civiltà Villanoviana, la più antica fase Etrusca. Ha raggiunto sul splendore tra il VII e il VI secolo a.c., ed era una delle città più importanti dell’epoca per il suo sviluppo artistico e archittettonico.
Cerveteri deve la sua fama al suo ricco patrimonio culturale: antiche città Etrusche sepolte, vestigie medievali e uno stupendo panorama.
Ancora oggi al centro del paese sembra di essere in un antico villaggio medievale, luogo da dove si può ammirare il castello e le sue torri, la chiesa di Santa Maria Maggiore, il Palazzo Ruspoli e la chiesa di Sant’Antonio Abate.
La Necropoli della Banditaccia è un patrimonio dell’UNESCO, e si trova a 1.5km da Cerveteri. Quest’area è un importante fonte di informazioni sul passato di questa città. Le sepolture più antiche sono villanoviane (dal IX secolo a.C. all’VIII secolo a.C.), e sono caratterizzate dalla forma a pozzetto, dove venivano custodite le ceneri del defunto, o dalle fosse per l’inumazione. Dal VII secolo a.C., periodo etrusco, si hanno due tipi di sepolture, quelle a tumulo e quelle “a dado”. Queste ultime consistono in una lunga schiera di tombe allineate regolarmente lungo vie sepolcrali. Nella parte visitabile della Necropoli della Banditaccia ci sono due di queste vie, via dei Monti Ceriti e via dei Monti della Tolfa, risalenti al VI secolo a.C.

NECROPOLI ETRUSCA DELLA BANDITACCIA

La Necropoli Etrusca della Banditaccia è aperta tutti i giorni, lunedì escluso, dalle ore 8:30 a un’ora prima del tramonto.
Ingresso intero: € 8,00
Ridotto (18-25 anni): € 4,00
Minori: € 2,00

È possibile organizzare delle visite guidate.
All’interno è possibile trovare un bookshop e un chiosco.

SANTA SEVERA

Dalla via Aurelia, percorrendo un suggestivo viale alberato in direzione del mare, si giunge al Castello di Santa Severa.
Il centro, ricordato con il nome greco di Pyrgoi “Torri” viene definito dalla letteratura antica come “porto” di Cesare, come “città” e come ‘metropoli’ dei pirati tirreni dai tardi commentatori dell’Eneide di Virgilio.
L’intero borgo è delimitato da una cerchia muraria turrita, di probabile epoca medioevale. Al termine del viale alberato che porta al Castello, nel lato nord-orientale, sotto la Torretta della Porta, si apre l’arco, in blocchi di travertino sormontato dagli stemmi in pietra di Urbano VIII al centro e dei nipoti Cardinale Francesco Barberini a sinistra e Taddeo Barberini Prefetto di Roma a destra, dal quale si accede al Cortile della Guardia. Nel cortile, alla sinistra, si trova una casetta con lo stemma del Commendatore Guidiccioni, risalente forse al XVI secolo, chiamata Casa della Bambola. A sinistra della casa si apre il cancello che porta al Cortile dei Trottatori, alla destra si trovano la Casa dei Somari e la Casa dei Cavalli, una breve scala conduce alla Casa del Muratore. Ancora sulla destra un arco sormontato da una piccola edicola e affiancato da due merli, costruito nel 1696 in occasione della visita di Papa Innocenzo XII, consente di accedere alla Via del Castello. Continuando sulla destra si incontra un ampio ingresso dal quale si entra nel Cortile delle Barrozze. Lungo la Via del Castello, sulla destra, si trovano la Casa dei Forni, il Vicolo del Bacio, sulla sinistra un ampio giardino con palme.
La via termina con un altro arco sormontato da cinque merli, ornato dallo stemma del Commendatore Racagni , sulla sinistra della facciata forse era murata un’iscrizione posta a ricordo della visita di Papa Urbano VIII e sotto è collocata una piccola fontana ricavata da una feritoia a forma di doppia croce, emblema del S. Spirito.
Il Giardino delimita un lato della Spianata dei Signori, con aiuole e palme e un parapetto a picco sul mare, mentre sul lato meridionale la piccola Casa della Spianata utilizza un bastione rinascimentale. Dalla Spianata dei Signori si accede al Piazzale delle Due Chiese, ampia corte rettangolare delimitata dal Battistero e la Chiesa dell’Assunta, da alcune abitazioni e da un passaggio coperto che conduce al Cortile dell’Urna. Di fronte alla chiesa si apre la porta più antica, sulla quale sono visibili i resti delle caditoie e delle feritoie collegabili al sistema di sollevamento dell’originario ponte levatoio, che immette nell’area della Rocca, costruita forse nel XIV secolo su strutture più antiche, con due torri circolari e due rettangolari agli angoli. Nel Cortile, detto del Castello o Piazza d’Armi si affacciano alcune abitazioni e sono visibili una parte del lato meridionale del castello con una delle due torri circolari e la Torre Saracena, alto maschio cilindrico costruito nel XII secolo con funzione di avvistamento e di controllo delle incursioni saracene. Sul lato sinistro, una scala in muratura scende alla base della Torre e quindi al mare. In fondo al Cortile del Castello è visibile un locale detto La Legnaia in cui si conserva l’unico tratto oggi visibile del muro poligonale che nel III sec. a.C. chiudeva il lato rivolto al mare del castrum romano.
All’esterno del borgo soni visibili il Fontanile del 1791, costruito per conto di Francesco degli Albizi, alcune basi di torchi di epoca romana e le mura del castrum romano.

TOLFA

Tolfa sembra un museo all’aperto, e merita di essere visitata grazie all’antica fortezza che vi si trova e grazie allo splendido panorama che si può osservare dalla collina.

CAVALLI E ALLEVATORI DELLA MAREMMA

La tradizione equestre ha radici profonde a Tolfa dove è nato il Drappo dei Comuni, una tradizione che si ripete ogni anno, che conta più di 80 partecipanti, e che ha visto nascere tra i più famosi fantini, tra cui Antonio Villella, vincitore del Palio di Siena. I fantini portano un drappo in groppa al loro destriero, un drappo che rappresenta tutte le avversità che hanno dovuto affrontare.

LAVORAZIONE DI PELLI

Passeggiando per la città, è possibile notare molti artigiani che lavorano pelli e che creano ogni tipo di prodotto: scarpe, giacche, cinte, borse, selle, stivali. Ogni prodotto di pelle è particolare e creato con un metodo tradizionale che è tramandato da generazione in generazione.

GUSTI TRADIZIONALI

Il pane di Tolfa è fatto con farina di grano duro, senza impiego di sale e la sua lievitazione avviene con il lievito madre. L’impasto viene successivamente cotto in forni a legna. Il pane, soffice e basso, presenta la mollica del caratteristico colore giallo, con una grana fine ed uniforme ed un persistente profumo di cereali.

ALLUMIERE

Vicino Tolfa, a solo 3km, è possibile visitare un altro paese pieno di tradizioni, Allumiere. I suoi maggiori punti di interesse sono il museo civico archeologico naturalistico minerario e il Santuario della Madonna delle Grazie.

MANZIANA

Il nome Manziana viene dal nome “Mantus”, una divinità etrusca dell’oltretomba. Infatti, il popolo Etrusco prosperò in quest’area nel VII secolo a.c.
Questa zona era ricca di legname, grazie alle fitte foreste, che nei tempi antichi si estendevano fino alla costa. Nel IV secolo, quando i Romani dominavano sul popolo Etrusco, l’area fu trasformata in un complesso abitativo. Dal medioevo in poi, a causa del declino, sopravvisse solo un piccolo villaggio che dopo essere stato fortificato divenne del castello di Santa Pupa. Sotto il dominio della Signoria dei Di Vico, il castello divenne un avamposto per proteggere il villaggio dall’invasione dei Saraceni. Intorno al XVII secolo, la Chiesa prese il controllo della città, portò ricchezze e leggi, e la rinominò in “Manziana”.

VISITANDO LA CITTÀ SI PUÒ TROVARE…

Il Palazzo Tittoni: costruito intorno al 1526 dall’architetto Mascherino;
La Fontana: che decora la piazza, attribuita all’architetto Vignola (anche se non è certo)
Bosco Macchia Grande: un’ampia area boschiva dove è possibile ammirare i resti di antiche sepolture etrusche, ville e strade di epoca romana. Inoltre addentrandosi nel bosco si può raggiungere “Il Ponte del Diavolo”, un ponte che permetteva agli antichi romani di attraversare il fosso della Selciatella.
Monumento naturale Caldara di Manziana: Un’area protetta di circa 89 ettari che comprende un palude di acque sulfuree, un boschetto di betulle ed una torbiera.

CANALE MONTERANO

Canale Monterano rappresenta una delle zone più interessanti del Lazio in quanto ricco di memorie storiche. I primi abitanti di questo territorio furono gli Etruschi. Fu la famiglia Altieri, nel ‘600, a divenire proprietaria del feudo e commissionò a Gian Lorenzo Bernini il miglioramento urbanistico della città. Il Bernini progettò la Chiesa di San Bonaventura e la facciata del Palazzo Ducale con la sua meravigliosa fontana del Leone. Oggi la fontana e il Leone si possono ammirare all’interno del Palazzo Comunale di Canale Monterano.

Canale Monterano è caratterizzato dalle vivaci tradizioni dei mandriani di queste zone, chiamati Butteri, che in passato si sono occupati delle mandrie di cavalli e bestiame della Maremma, dall’allevamento alle vaccinazioni.
Ancora oggi questi territori sono coltivati in questo modo.

A maggio viene organizzato il Riarto dei Butteri, che vede i Butteri cimentarsi in gare di abilità a cavallo e dove, grazie agli stand gastronomici, è possibile degustare piatti tipici locali a base di verdure.
Assolutamente da provare è il pane di Canale, un prodotto particolare fatto con farina di grano tenero e lievito madre, cotto in forni specifici.